Imparando a camminare… di nuovo

Chi sei e qual è la tua storia?

Mi chiamo Giovanni Lanzo, vengo da Viareggio e il 25 dicembre 1994 la mia vita cambiò radicalmente. All’epoca avevo 15 anni e quella sera mi trovavo in macchina di un conoscente insieme ad alcuni amici. Stavamo percorrendo una via in collina per tornare a casa quando il conducente, simpaticamente, venuto a sapere di un mio precedente incidente risalente a qualche mese prima, cominciò a spegnere ed accendere i fari mentre guidava. Si divertiva a cercare di farmi rivivere la paura fino a quando incontrò una curva ad “S”: svoltò nel vuoto e la macchina si capovolse. Io ero seduto dietro, al centro. Ho sbattuto la testa sul tetto con una forza indescrivile e lo stesso il sedere per il contraccolpo, ho sentito il collo comprimersi e un dolore che non credevo fosse possibile provare. Un amico mi tirò fuori dalla macchina, ebbe la lucidità di spegnere la macchina ed aspettammo i soccorsi.

“Non sentivo più niente dal collo in giù, la paralisi fu immediata, in ospedale mi dissero che avevo riportato una lesione del midollo spinale cervicale con frattura e lussazione di C6 e C7”. Trascorsi sette mesi al CTO di Firenze, il centro traumatologico ortopedico, uno tra i periodi più brutti della mia vita. Sono stato intubato e attaccato ad ogni sorta di macchinario per molto tempo e solo arrivato quasi al settimo mese sono riuscito a mettermi sulla sedia a rotelle.

Proprio in quel periodo, alcuni amici del mio compagno di stanza, gli portarono della charas direttamente dall’India per cercare di farlo stare meglio e mi proposero di provarla. Io ero molto giovane e sapevo pochissimo sulla Cannabis e quei ragazzi mi iniziarono… in quei giorni mi si aprii un mondo nuovo, io stavo bene fumando, non avevo bisogno di altri farmaci e in più non mi sentivo depresso: per la prima volta dopo tutto quel tempo non sentivo di voler o dover morire, stavo semplicemente bene. Uscito dall’ospedale, cominciai a rifiutare i farmaci convenzionali e cercai un’alternativa alla charas, che non trovai. Così decisi di viaggiare verso mete che tollerassero l’uso di Cannabis senza che fossi giudicato male o considerato addirittura un criminale. Partii per l’Olanda dove ebbi modo di conoscere meglio la pianta e la storia della Cannabis insieme alle sue genetiche. Visitai anche San Francisco all’età di 17 anni dove già esistevano molte realtà in cui veniva distribuita Marijuana medica. La mia curiosità crebbe a tal punto da costringermi a visitare i luoghi d’origine di certe varietà di Cannabis… volevo trovare il ceppo di erba che mi facesse stare meglio rispetto a tutti gli altri, volevo la mia erba.

Ho avuto modo di conoscere guru e massimi esperti coltivatori che erano persone del luogo che hanno sempre avuto la Cannabis al centro della loro cultura. Ciò è avvenuto in Pakistan, in Afganistan, India, Birmania, Laos, Cambogia, Giamaica e molti altri stati. Ho viaggiato il mondo in lungo e in largo grazie alla somma incassata dall’assicurazione dopo l’incidente. Ho investito tutto quel denaro nella mia ricerca personale sulla Cannabis, in venti anni di viaggi e conquiste. Tra un viaggio e l’altro facevo sempre ritorno in Italia
perchè è il paese che amo e vi sono molto legato ma non ho mai smesso di coltivare. Ad esempio lasciavo una coltivazione iniziata all’estero in mano agli amici del posto per tornare a fine ciclo e nel mentre avevo qualcosa anche in Italia. Avevo necessità di fare così perchè non posso tutt’ora stare per più di tre giorni senza Cannabis, tre giorni sono proprio il limite massimo che il mio fisico può tollerare senza la sua medicina. Da notare che non ho più fatto uso dei farmaci convenzionalmente prescrivibili. Ho rischiato parecchie volte alle dogane degli aeroporti a portare con me parte del raccolto che mi spettava ma il gioco valeva assolutamente la candela, la mia salute viene prima di tutto il resto. Nel 2003 fui arrestato in Francia perchè portavo con me duecento grammi di Marijuana; fui rinchiuso in cella e maltrattato per quattro giorni, nonostante fosse concesso il possesso di 300gr e malgrado le mie condizioni di salute. La prima volta che ebbi problemi con la giustizia italiana fu nel 2007, quando mio padre chiamò i carabinieri perchè detenevo 27 piantine in casa. Fortunatamente erano in vegetativa e non presentavano alcun principio attivo, quindi il reato non sussistette. L’ignoranza di quell’uomo mi costò comunque un processo evitabile… purtroppo sono sempre stato perseguitato e mal visto da tanti, anche in famiglia, i cui membri non sono mai riusciti a capire fino in fondo quanto avessi bisogno della Cannabis e perchè!

Nel 2010 conobbi un ricercatore medico grazie ad un volantino che reperii a una fiera. Siccome passavo molto tempo sulla sedia a rotelle, non ruscivo a liberarmi completamente e sapevo di essere intossicato, così lo contattai visto che brevettò un sistema meno invasivo per praticare l’idrocolon terapia. Durante la prima visita mi chiese cosa facessi per rilassare le gambe ed io gli risposi sinceramente che facevo uso di Cannabis.

Il medico non conosceva la botanica della Cannabis ma conosceva le sue potenzialità, così gli feci scuola e mi sugerì di non fumarla bensì di assumere degli estratti per ridurre gli effetti collaterali della combustione. All’epoca conoscevo già diversi prodotti e avevo già provato le migliori gocce in commercio di estratto di Cannabis a base di THC, nulla a che vedere con quelle di CBD estratte dalla Canapa industriale. Nonostante fosse il miglior prodotto in commercio, non ottenni alcun tipo di beneficio, neanche al massimo dosaggio, in più il dottore si lamentò del loro odore sgradevole. Comprovato che si trattasse di estratti con solventi, il ricercatore sposò la mia causa e mi diede un liquido naturale col quale potessi estrarre tutti i componenti della Cannabis utilizzando degli enzimi. Acquistai un kit in farmacia che potesse completare la mia estrazione e tornai dal dottore dopo un mese col mio estratto. Il ricercatore rimase stupito per l’alta qualità del risultato. Il prodotto finale, da lui perfezionato in laboratorio per far sì che si possa conservare integralmente a lungo, si chiama Extracannabis Med® ed è la mia personale cura, quella per la quale ho lottato e sofferto in questi ultimi anni, a causa della quale mi sono rifugiato in Spagna per produrla legalmente. Il dottore spiega infatti che non vi è traccia di THC nelle gocce di Extracannabis Med®: la molecola di THC è stata leggermente modifica dalle onde soniche (suobrevetto), quindi non è rintracciabile nel prodotto e non ha effetti psicoattivi sui pazienti ma conserva tutti quei benefici del THC grazie alla completa sinergia con tutti gli altri cannabinoidi.

Grazie alla Cannabis e ora anche grazie a queste gocce io non soffro più come prima di quelle svariate patologie legate alla mia condizione, ovvero disfunzione vescicale, peristalsi intestinale, cattiva digestione,colite, sindrome da colon irritabile, spasticità muscolare, anoressia nervosa, stress post traumatico, dolore cronico, ipersensibilità e irritazione delle prostata. In più sono rilassato e ho voglia di vivere, la Cannabis aiuta molto anche la mia salute mentale.

Giovanni, tu stai in piedi e cammini,seppurcondifficoltà…com’è possibile?

È una lunga storia. Io ero tetraplegico,ciò significa che oltre alle gambe non ero in grado neanche di muovere le braccia, dita comprese. Quando accadde tutto ciò avevo quindici anni. Immaginate lo spirito di un ragazzo di quell’età…

Pian piano dimostrai loro che con la sola forza di volontà, insieme alla relativa concentrazione, io potevo muovere leggermente le dita. Si sorpresero ma io non mi accontentai: cercai una soluzione e la trovai. A fine anni ottanta, diventò di dominio pubblico la storia del famoso trapezista russo Valentino Dikulchenel 1962 ebbe un tragico incidente alla spina dorsale che lo costrinse in una sedia a rotelle. Egli fondò un centro di riabilitazione per para e tetraplegici e nel 1997 scappai di casa per andare in un centro che seguiva la terapia di Dikul. Si trattava di una lunga serie di stretching passivo, all’inizio un’ora al giorno con i contrappesi in modo tale da stimolare continuamente le parti del corpo insensibili ma sane, come gli arti superiori. Quando riacquistai la sensibilità alle braccia cominciai ad allenarmi con i pesi e l’allenamento durava fino a 5 ore al giorno con una pausa pranzo dalla palestra. La mia giornata continuava con l’elettrostimolazione per potenziare i muscoli e un massaggio di un’oraa tutto il corpo con la tecnica della digitopressione al fine di andare a decontratturare tutta la muscolatura. Alle 16 del pomeriggio avevo finito e cominciava la mia giornata quotidiana entravo dentro al centro alle 9 della mattina ovvero andavo a fare la spesa e sistemavo 120 mq di casa da solo, poi cucinavo.
Dopo 5 anni e mezzo di terapia dentro al centro di Firenze, mi fidanzai con una delle terapiste che venne a vivere con me. Svolgendo questi esercizi per ore al giorno con l’aiuto dei terapisti, della meditazione che imparai durante i miei viaggi in Oriente e grazie alla Cannabis che mi ha amplificato la serenità mentale e la forza interiore, io dopo 10 anni camminavo con l’aiuto delle stampelle canadesi. Non si può dire che io abbia vinto contro la frattura del collo perchè non posso permettermi di stare giorni senza fare esercizio senza Cannabis. Senza queste due cose essenziali,provo dolori lancinanti che mi fanno regredire sia fisicamente che mentalmente. Infatti non è stato un percorso tutto rose e fiori: ho dovuto affrontare periodi estremi che una persona normale già farebbe fatica a sopportare, figuriamoci nel mio stato. Sono stato incarcerato nel 2015 per essere stato trovato in possesso di ben tre piante di Cannabis e di circa 200 boccette del mio estratto, che altro non erano che la mia scorta personale. Il CNR di Pisa analizzò il contenuto e risultò che era privo di THC.

L’appello di questo processo sarà a dicembre e forse tutta questa storia vedrà una fine. Intanto, vivo a Barcellona e rientro in Italia giusto per trovare mia madre, alcuni amici e perchè mi manca la mia terra a cui devo parecchio e dove ho sempre fatto ritorno dopo ogni viaggio. La mia storia ha dell’incredibile ma posso assicurare che con grandi sacrifici si può fare qualsiasi cosa, anche l’impossibile diventa possibile e penso di essere uno tra gli esempi viventi che conferma la veridicità di questa frase fatta. Purtroppol’Italia mi ha chiuso le porte in faccia; è un paese per lo più ignorante che appena sente nominare Cannabis, yoga, meditazione, chiude occhi e orecchie… per l’opinione pubblica è sempre meglio inneggiare al miracolo ed è una tristezza perchè in realtà ci vuole sacrificio e perseveranza!

Non voglio poi esprimere alcun concetto sulla Cannabis prodotta dallo stabilimento militare di Firenze perchè non la considero neanche un farmaco. I pazienti qui sono costretti a fumare Bedrocan a prezzi esagerati: una tipologia di erba che non è consona ad un bisognoso che magari non ha neanche mai fumato prima d’ora; si tratta di un ceppo di Cannabis troppo sativo e con alto tenore di THC, ciò può causare paranoia, tachicardia e molti abbandonano la cura. La stessa azienda produttrice del Bedrocan sta producendo altre varietà più leggere, indiche ed anche ibride ma si trovano poco sul mercato italiano. L’unica soluzione dovrebbe essere l’autocoltivazione, in Spagna ce la stanno facendo. Ci sono associazioni nate e pensate per i pazienti come Kalapa Clinic che studia l’effetto della Cannabis sulle patologie. Un’idea di iceers è aiutare le persone inferme facendo informazione e supervisione dei prodotti con l’aiuto di medici specialisti per effettuare correttediagnosi.

Non c’è ancora tanta scienza in quel paese e poca cultura della malattia ma passo passo si sta rifacendo e a breve i pazienti potranno davvero trovare regolamentazioni per la Cannabis. Ora come ora io vivo là e cercherò di compiere da Barcellona la mia missione di vita che è la commercializzazione delle goccie a chi ne ha più bisogno e per far sì che la ricerca continui.

 

Condividi sui tuoi social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *