ROOTS

Di dove siete e come vi è venuta l’idea di coltivare Canapa? Da quanto la coltivate?

Mi chiamo Mario Lorusso, classe 1982, sono orgogliosamente pugliese ma da più di 16 anni giro per l’Italia e l’Europa tra studio e lavoro: dalla Puglia a Roma, da Roma all’Olanda, dall’Olanda alla Repubblica Ceca ed infine ho fatto una sosta di 3 anni a Barcellona, spinto sempre dalla passione per questa pianta.
Con il recente cambio della legge sulla Canapa decido di stabilizzarmi a Gravina di Puglia per dare vita all’azienda agricola Roots insieme a Filippo Loiudice, Giuseppe Acquaviva e Cecilia Vizzini.
Sono sempre stato affascinato da questa pianta sia per i suoi usi e benefici sia per il suo uso ludico. Una pianta che esiste da millenni e unisce le persone.

Quanto tempo avete impiegato per concrealizzarla?
Diversamente da quello che credevo con un progetto difficile da sviluppare in un paese particolare come l’Italia ed in un territorio del sud con le sue limitazioni, in poco meno di due mesi abbiamo fondato l’azienda agricola e seminato il primo campo.

Siete andati incontro a qualche bega burocratica?
No tutto quanto è nato senza il minimo problema, anzi con il supporto inaspettato delle forze dell’ordine e della parte burocratica.

Quanti ettari avete dedicato alla coltivazione?
Al momento abbiamo dedicato 2 ettari con annesso uliveto per la preparazione di olio alla canapa e 2 ettari e mezzo per produrre fiori che saranno utilizzati per la cosmetica, tisane, etc…

Per quale genetica avete optato e per quale motivo?
Per quanto riguarda il campo con l’uliveto abbiamo optato per la genetica uso31, pianta monoica indispensabile per la produzione alimentare come farina e semi, per quanto riguarda gli altri 2 ettari abbiamo optato per la finola e la fibranova, che grazie ai loro preziosi terpeni si presentano meglio per l’uso ornamentale, come prevede il florovivaismo.

Quale tecnica di germinazione o di semina avete utilizzato?
Per quanto riguarda il campo abbiamo utilizzato una vecchia seminatrice mettendo il seme direttamente nel campo, la cosiddetta seminazione a spaglio, per gli altri 2 ettari, considerata la natura delicata delle altre due varietà e considerato il fatto che avevamo bisogno esclusivamente di infiorescenze femminili, abbiamo optato per la germinazione e crescita fuori suolo per poi impiantare nel terreno solo piante femminili.

Date acqua e/o fertilizzante alla piante? In quali fasi?
Abbiamo creato un sistema di irrigazione a goccia e per quanto riguarda i fertilizzanti utilizziamo solo prodotti naturali con formule create direttamente dal nostro breeder.

Quale può essere all’incirca la resa finale di un ettaro?
I fattori in gioco sono innumerevoli e non si può fare una stima certa, toccherà aspettare la fine del raccolto.

Vi occupate anche della trasformazione dei semi o dei fiori in prodotti commerciabili?
L’azienda Roots ha il pregio e la fortuna di avere la filiera chiusa: abbiamo i campi, il mulino a pietra, pastificio e molto altro ancora.

Quale tipo di attività legata alla Canapa rende più in questo momento secondo te?
Al momento non possiamo fare bilanci, ci vorrà ancora qualche mese per stabilire il ramo che frutterá di più per noi.

Il mercato subisce continuamente delle oscillazioni, come vedi il fututo di questo settore
Sono molto fiducioso ma non posso ancora sbilanciarmi e, come diceva Joe Strummer, “The Future Is Unwritten”.

 

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