Tabacco – L’alter ego della cannabis

Si dice che gli Americani abbiano molti difetti ma, a parer mio, possiedono un pregio che li cancella quasi tutti: fumano erba pura senza l’aggiunta di Tabacco. In Italia, spesso e volentieri, un fumatore di Cannabis è anche, purtroppo, un tabagista. Per cultura, infatti, i nostri giovani vengono esposti al fumo di sigaretta fin da molto piccoli, chi addirittura nella pancia della mamma. Si stima che i fumatori sulla Terra siano più di 1,1 miliardi (un terzo della popolazione adulta mondiale) e che l’80% di questi viva in paesi a basso-medio reddito. L’OMS riferisce che il tabagismo è la seconda causa di morte nel mondo dopo l’ipertensione (legata al consumo di sale) e che, di fatto, sia la prima causa di morte evitabile: ogni anno si stimano 6 milioni di vittime.

Alle elementari ci è stato insegnato che il Tabacco venne importato per la prima volta in Europa dopo la scoperta dell’America, e nulla di più ci è stato detto su questa pianta che ha fortemente segnato tutta l’economia moderna. Sciamani e guaritori indigeni del continente americano, che lo conoscevano da secoli, lo utilizzavano per provocarsi stati di trance a scopo rituale e religioso visto che bruciandone dosi molto elevate provoca effetti di tipo allucinogeno. Oltre a fumar- lo, queste popolazioni mangiavano abitualmente Tabacco fresco appena raccolto, dal quale se ne otteneva un succo da consumare come bevanda rigenerante oppure come decotto per scopi curativi. Furono poi i conquistadores spagnoli insieme ai missionari a condannarne ed abrogarne l’uso spirituale ed enteogeno* e, al loro ritorno nel vecchio continente, ne diffusero la cultura puramente ricreazionale.

Oggi, sappiamo dai dati scientifici che la nicotina, alcaloide neurotossico e principale principio attivo del tabacco, crea una fortissima dipendenza fisica e psicologica, nonostante le multinazionali abbiano negato questa evidenza fino a pochi decenni fa. In Europa, infatti, la domanda del nuovo prodotto aumentò subito a dismisura, tant’è che incentivò significativamente la colonizzazione del Sud America nel XVI secolo: la nuova pianta ebbe un successo tale che misture di Canapa, di varietà di ginepro, farfaro e di altre erbe aromatiche che erano normalmente fu- mate dagli europei e mediorientali in narghilè o pipe, vennero presto sop- piantate dalle sigarette di tabacco. I colonizzatori, dopo aver distrutto la cultura secolare degi indios nel Sud insieme alla loro terra e civiltà, si interessarono presto anche al Nord America, dando vita alle prime coltivazioni intensive che, richiedendo molta attenzione e manodopera, giustificarono le importazioni di migliaia di schiavi africani: ben presto le colonie americane divennero il primo esportatore mondiale di tabacco, il quale, inizialmente, veniva venduto a prezzi agevolati alla Gran Bretagna.

Il vizio di fumare si estese a macchia d’olio tra i cittadini inglesi ed europei di tutte le estrazioni sociali e i sovrani si trovarono costretti ad emanare restrizioni e sovvenzioni per i fuma- tori che non rispettassero i divieti. Il papa Innocenzo V emanò una bolla che vietava di fumare a San Pietro, pena la scomunica. Il re d’Inghilterra, Giacomo I, espresse la sua contrarietà all’introduzione del tabacco in un famoso li- bello (“A Counterblast to Tobacco”, 1604), nel quale addita il tabagismo essere “un’abitudine spiacevole per l’occhio , odiosa per il naso, nociva per il cervello, pericolosa per i polmoni, e che per le sue nere esalazioni ricorda l’orribile fumo che proviene dal pozzo senza fondo dello Stige”; nell’anno di publicazione del saggio, il 1672, vennero istituiti dei dazi doganali salatissimi per l’importazione di ogni libbra di tabacco. Ovviamente ogni tentativo per contrastare il vizio di fumare fallì miseramente e laddove c’era la proibizione del Tabacco, prosperava il mercato nero, mentre, per gli Stati Uniti, fino al ‘900, rappresentò un terzo degli introiti statali…una vera miniera d’oro! CANNABIS VS TABACCO Come sopraccennato, gli americani fumano per lo più erba pura. Il vi- zio di allungare l’erba col Tabacco è tutto europeo, alcuni osano sporcare anche i bong con tale mistura, lamentandosi anche per la pulizia della pipa…bah! Purtroppo oltre a non aver affatto alcun senso, questa pessima abitudine è dannosissima per a salute. Andiamo a vedere nel dettaglio perchè non si dovrebbero mischiare queste due piante. Per tut- to il resto dell’articolo verrà usato il termine americano”Joint” per indica- re la sigaretta di sola erba e “Spiff” per quelle miste.

CHE TIPO DI SBALLO SI OTTIENE QUANDO SI MISCHIANO CANNABIS E TABACCO? Mischiando la Cannabis e il Tabacco si ottiene uno “sballo vellutato”: si ha un effetto sedativo, ma non si prova necessariamente l’annebbiamento cerebrale associato alla fumata di un Joint di sola Marijuana. Anche se ogni persona ha esperienze diverse assumendo le due sostanze insieme, normalmente ci si sente piacevolmente rilassati. Si è ancora in grado di concentrarsi e mantenere tranquille e interessanti conversazioni e, dato che sia la Nicotina che il THC inducono euforia, ci si deve aspettare di avere un beato sorriso in faccia. C’è un motivo per cui gli Spliff sono così popolari: la nicotina causa sensazioni nel cervello tipiche degli oppioidi, rilassa istantaneamente e fornisce temporaneamente una piacevole sensazione di benessere cerebrale. Si possono provare simili sensazioni con la Cannabis, ma molto più potenti, psicoattive e con effetti miorilassanti. Se si combinano le due sostanze, si vivono le due esperienze contemporaneamente in maniera più leggera. Uno studio del 2009 ha rilevato che combinando Tabacco e Cannabis si rende disponibile molto più THC.

Ciò significa che si sentono gli effetti della Cannabis molto in fretta e che il fisico ne avrà una quantità maggiore a disposizione. Lo studio ha esaminato il THC contenuto nel fumo catturato da un Joint puro e uno Spliff con solo il 25% di Cannabis. Il risultato è stato sorprendente: il THC biodisponibile nel Joint puro si aggirava intorno ai 32.70 milligrammi per grammo, mentre la quantità nello Spliff è aumentata a 58.90 milligrammi per grammo. Questo ha portato gli studiosi a concludere che il Tabacco sembrerebbe aumentare l’efficienza vaporizzativa del THC di circa il 45%. Ma è importante sottolineare che questo può dipendere da mille fattori, in primis il grado di essicazione della Marijuana! L’ondata extra di THC associato alla nicotina provoca un particolare tipo di sensazione improvvisa nel cervello: il tabacco causa come un leggero formicolio alla testa, stimolando la produzione di adrenalina; il cuore batte più velocemente e la pressione sanguigna sale: si è stimolati a muoversi, anche se la scarica di adrenalina potrebbe dare una leggera sensazione di barcollamento.

La Cannabis causa un’ accelerazione del flusso arterioso al cervello, producendo un altro tipo di sensazione fulminante: consumata da sola causa, infatti, benessere interiore, risate e meditazioni filosofiche. Se si combinano le due cose, si potrebbe sentire la te- sta molto più leggera del solito. La nicotina fornisce un piccolo sprint energetico, limitando parecchio l’effetto meditativo e
benefico della Cannabis.

QUALI SONO I RISCHI PER LA SALUTE ASSOCIATI ALL’UTILIZZO DI TABACCO? Quando si fumano Spliff invece di Joint puri, il rischio di andare in- contro a conseguenze negative associate al Tabacco aumentano nel tempo. La maggioranza di questi rischi per la salute si concretizza dopo un continuo e cronico consumo e non è, quindi, improbabile che si possano sviluppare gravi malattie. Alcune di esse comprendono: broncopneumopatia cronica ostruttiva, enfisema, cancro ai polmoni, cancro alla laringe, asma, lingua villosa, disturbi dentali (ingiallimento, carie) e gengivali (parodontite cronica), fino ad arrivare ai più gravi ictus cerebrali e infarti del miocardio. C’è solo un aspetto che gioca a favo- re dello Spliff: le persone che fumano sigarette normalmente non si ferma- no ad una soltanto. In America un fumatore medio accende dalle 1000 alle 1500 sigarette l’anno, che giornalmente significherebbe dalle 2 alle 4 sigarette. Più si fuma, più aumen- tano i rischi. Poiché la Cannabis è già forte di suo, non si incontrano normalmente fumatori “a catena” di Spliff. Non è inusuale fumarne uno prima di andare a dormire o in qualche occasione speciale. Se si fuma uno Spliff o un Blunt occasionalmente risulta essere meno dannoso che fumare abitualmente poche sigarette al giorno. Anche se molto lontani dall’essere perfetti, i filtri delle sigarette cattura- no catrami e tossine. Il più delle volte si fuma uno Spliff senza filtro, il che aumenta i rischi per la salute associati al fumo di Tabacco, forse molto di più rispetto ad una normale sigaretta. In alcuni Paesi viene usato un filtro di cartone che non ha nessun effetto, in altri si usa il filtro della sigaretta, e in commercio esistono persino filtri che combinano le due cose.

STOP AL TABACCO NEI JOINT! La Cannabis ha potenti proprietà anti cancro. Per questo risulta così difficile collegare l’erba a malattie gravi come il cancro ai polmoni. In ogni caso, la Cannabis fumata non contiene agenti cancerogeni, che non provengono dalla sostanza ma dalla combustione. Mischiando Marijuana e Tabacco, si aumenta la quantità di agenti cancerogeni ad ogni ti- rata. Il Tabacco non è associato a nessuna proprietà anti tumorale, ma al contrario da un po’ di anni a questa parte è riconosciuto come causa di tumori maligni. Aggiungendo Cannabis al Tabacco si abbassa leggermente l’aggressività di quest’ultimo, il che è un bene, anche se solo per un fumatore di sigarette, che in questo modo sostituisce alcuni agenti cancerogeni con qualcosa di più salutare (vale solo se si utilizzano filtri validi, come quelli di ceramica o terracotta, ndr). Comunque, anche se si aggiunge un pizzico di Cannabis ad un po’ di Tabacco, non ci si può sentire protetti dai rischi che il suo consumo comporta. Sebbene non ci siano sicure evidenze scientifiche a conferma di quanto segue, fumare occasionalmente uno Spliff potrebbe essere più salutare che fumare sigarette.

Ma se vi apprestate a fumare qualcosa, la Cannabis pura è sempre la soluzione migliore. Fumarla pura in un Joint, vaporizzata o fumata in un Bong può aiutare a ridurre qualsiasi potenziale effetto negativo dell’inalazione del fumo. Anche se mangiarla, cruda o essicata che sia, resta sempre la soluzione migliore in assoluto in termini di salute e di effetti benefici. In questo modo il nostro organismo riesce ad assimila- re tutti i cannabinoidi, i flavonoidi e i terpeni in essa contenuti i quali sono responsabili delle proprietà terapeutiche della Cannabis. Da grande estimatrore della Canapa in cucina, e della sua purezza in generale, suggerisco ai fumatori incal- liti di Spliff di abituarsi quanto prima ai purini di erba, il che all’inizio vorrà dire fumare meno, innervosirsi e tossire (l’erba fa espettorare).

Poi, una volta passata la fase iniziale e realizzato che è tornato il senso del gusto, si respira meglio, non vi è più traccia di raucedine nella voce e non ci si affatica a fare più rampe di scale in una volta, potranno rendersi conto che non tornerebbero a fumare tabacco per nulla al mondo, soprattutto se si tratta di estima- tori dei sapori variegati che solo la Canapa può offrire e dei suoi particolari effetti collaterali… fumare erba col Tabacco equivale a mescolare sacro e profano… è come servire al diavolo dell’acqua santa! Concludo con una perla di Giuseppe Gorlani** “[riferito a quegli hippies invecchiati che continuano a fumare, ndr] a me pare che costoro non si rendano conto che, unendo l’erba o l’hashish alle sigarette, si precluda- no la possibilità di riceverne influssi illuminativi e, invece di accedere a spazi di più ampia gioia e libertà, si confinano in gravi forme di schiavitù e dipendenza.

Il Tabacco di sigaretta è infatti un veleno morta- le sia per il corpo che per l’anima, esso uccide forse più lentamente dell’eroina, ma il suo scopo è lo stesso: indirizzare le aspirazioni al sacro e all’estasi verso le paludi del nichilismo. La faccenda sarebbe del tutto diversa se si usasse Tabacco naturale, come facevano i sadhu di quell’India non del tutto occidentalizzata (e dunque non inquinata chimicamente) di 45 anni fa e della quale non restano che frammenti. In ogni caso, anche l’uso prolungato dell’erba e dell’hashish puri o mescolati con Tabacco naturale non è esente da effetti collaterali quali spossatezza, problemi digesti- vi, una certa assuefazione psichica e/o fisica ecc.; la cosa migliore sarebbe assumerli saltuariamente, in un contesto ritualizzato o sotto la guida di un maestro.” ✽ Neologismo coniato per definire l’effetto di talune piante psicotrope, deriva dal Greco entheos, en “dentro”, theos “Dio” e genesthe “generare”, letteralmente si traduce ciò che genera Dio all’interno di una persona (o l’ispirazione divina). ✽ ✽ Poeta, saggista, grafico. Nato nel 1946 vicino Brescia si sente prima uomo di Natura, poi di cultura, dai venti ai tret’anni ha soggiornato in Oriente (Afganistan, Nepal e soprattutto India) e da venticinque anni vive nella Comunità dei Cavalieri del Sole tra le colline ad est di Assisi.

LA NICOTINA È PRESENTE IN TRACCE NEI FIORI Il Tabacco, Nicotiana tabacum è un’erba annuale, poco ramificata, alta generalmente tra 1-2 metri, con picchi di 2,5 m, con grandi foglie verdi e lunghi fiori bianco-rosato a forma di tromba. Tutte le parti sono vischiose e coperte di peli corti ghiandolari, che trasudano una secrezione gialla contenente nicotina. Ogni parte della pianta, tranne il seme, contiene nicotina: il 64% del totale si trova nelle foglie, il 18% nello stelo, il 13% nella radice, e il 5% nei fiori e la concentrazione di questa sostanza aumenta con l’avanzare dell’età della pianta. Contrariamente a quelle di Cannabis, le coltivazioni intensive di Tabacco danneggiano ed impoveriscono il terreno. Inoltre questa pianta necessita di molti pesticidi per contrastare l’attacco dei coleotteri e di molto fertilizzante: in America di utlizza l’apatite, un fosfato che limita l’assorbimento di azoto dal terreno, il quale altera l’aroma del prodotto finale. Ad oggi sospetta la tossicità dell’apatite in quanto contiene polonio in tracce.

 

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