Cannabis terapeutica, un’emergenza sanitaria.

INTERVISTA A MATTEO MANTOVANI, FARMACISTA PRESSO LA FARMACIA SAN CARLO DI FERRARA, UNA TRA LE PIÙ ATTREZZATE PER EFFETTUARE PREPARAZIONI GALENICHE A BASE DI CANNABIS.

Testo di Carolina Arza’, Foto di Maria Novella de Luca.

Quanti e quali pazienti rifornite all’incirca ogni mese?

Diciamo che il numero è indicativo, di molti non sappiamo neanche il nome per via della legge sulla privacy; alcuni smettono la terapia, altri la continuano… quindi è più realistico parlare di ordini mensili. Posso fare una stima di circa 200/300 ordini al mese.

Sono per lo più pazienti oncologici, immunodepressi e farmaco-resistenti.

Quanta Cannabis serve per sopperire a così tante richieste?

Anche in questo caso posso rispondere approssimativamente da un minimo di mezzo kilo a un kilo e mezzo al mese.

E ad oggi, dopo che sono state abbassate ulteriormente le quantità di Bedrocan importabili per il 2018, quanta Cannabis vi arriva?

La situazione è critica e da fine novembre a questa parte non arriva quasi più niente: a fronte di una richiesta di 3 kg di una infiorescenza specifica ne sono arrivati 250g…

Non arriva neanche la FM2 prodotta dallo stabilimento Farmaceutico di Firenze?

Aspettiamo i rifornimenti di FM2 da tre mesi e su una richiesta di mezzo chilo sono arrivate poche decine di grammi, circa 80.

Si tratta di una situazione inaccettabile senza mezzi termini e di estrema emergenza sanitaria. Stiamo parlando di pazienti oncologici, con malattie autoimmuni o degenerative, famaco-resistenti e, senza una terapia adeguata, chi era inappetente è tornato ad esserlo, gli epilettici hanno ricominciato ad avere crisi, chi soffriva di dolori oncologici o neuropatici a patirli etc i pazienti sono disperati.

Riuscivate a soddisfare le richieste della terapia prima di novembre?

Seppur con difficoltà si, magari non c’era il Bediol quindi i pazienti si dovevano accontentare del Bedrocan a più alto tenore di THC ma arrivava, poi i rifornimenti sono cessati.

Qual è indicativamente il fabbisogno nazionale? E quanta Cannabis è stata stanziata per quest’anno?

Stando molto bassi, servirebbero come minimo 500/600 kg all’anno. La richiesta medica è sempre crescente. Per quest’anno sono stati disposti 350 kg di Cannabis Olandese e 100 kg di FM2, quindi mancano ancora tanti kg all’appello.

È vero che voi farmacisti non potete vendere Cannabis direttamente nei barattolini già dosati e sigillati ma solo dopo averla ripartita nelle dosi indicate dal medico in ricetta?

Si, è esatto.I barattoli con il tappo giallo che si vedono non possono essere venduti come tali.

Quindi, nonostante non si possa neanche spacchettare, essendo una “specialità medicinale”, la utilizzate per confezionare altri preparati galenici?

Si abbiamo un laboratorio galenico nel quale prepariamo l’olio di Cannabis, la resina, cioè un estratto alcolico simile all’olio di Rick Simpson, supposte, gel, cartine dosate contenenti fiori per preparare infusi, colliri… quasi tutti gli estratti tranne quelli in CO2 supercritica perché necessiteremmo di un macchinario molto costoso con la sfortuna di non poterlo utilizzare.

Con il decreto di giugno 2017, il costo della Cannabis Terapeutica non dovrebbe superare i 9€ al grammo, riuscite a rientrare in questa norma?

9€ al grammo è più o meno quanto noi paghiamo per avere la Cannabis non lavorata. Con le dovute lavorazioni del caso, sommate all’IVA, i costi superano i 9€ e variano in base al tipo di estratto o preparato galenico.

Come vedi il futuro della Cannabis Terapeutica in Italia? Come potrebbero cambiare le cose a favore dei pazienti?

Si spera che chi legiferi in futuro lo faccia con cognizione di causa, informandosi prima di tutto. I rifornimenti di Cannabis sono ancora sotto la sorveglianza dell’Ufficio Centrale Stupefacenti e questo quantifica per il Ministero della Salute i rifornimenti nazionali annui. Inoltre, fino a quando la Bedrocan avrà l’esclusiva sull’ importazione e lo stabilimento farmaceutico di Firenze sulla produzione italiana, le cose non cambieranno di molto. Bisognerebbe che lo stato o l’Europa autorizzino altre ditte alla produzione, a quel punto riusciremmo a garantire la terapia a tutti.

Alcuni pazienti, disperati, reclamano l’autoproduzione. Come giudichi questa soluzione?

Sono dell’idea che solamente una minima parte dei pazienti sia in grado di autoprodursi la propria medicina, il restante non sa neppure che cosa sia la Cannabis. Inoltre tutte le nostre preparazioni sono titolate e quindi sappiamo con certezza quanto principio attivo si andrà ad assumere con una dose e in base all’indicazione del medico. Nessun medico o farmacista consiglierebbe di assumere la corteccia del salice al posto dell’aspirina…

Ovviamente perché risulterebbe mortale in alcuni casi, nel caso della Cannabis no… forse per questo i pazienti più informati vorrebbero prendere questo provvedimento.

Sicuramente questa cerchia ristretta di pazienti conosceva la sostanza anche prima di averne bisogno, magari per scopi ricreativi, che comunque non giudico male. In ogni caso la curiosità e la consapevolezza su questa sostanza stanno aumentando, infatti in molti ci chiedono ad esempio come prepariamo l’olio di Rick Simpson.

Secondo te i medici sanno cosa stanno prescrivendo, nelle modalità e nelle quantità?

Sono ancora pochi i medici che prescrivono la Cannabis, nonostante siano aumentati negli ultimi due/tre anni. Manca infatti una formazione medica adeguata e lo stato dovrebbe farsi garante di ciò. Stanno pian piano aumentando i corsi e quindi aumenterà la richiesta della terapia, malgrado non sia reperibile, al momento. Se i pazienti dovessero ricorrere all’autoproduzione, significherebbe che lo stato ha fallito nel garantire un’assistenza sanitaria appropriata.

L’anno scorso siete stati multati con l’accusa di aver sponsorizzato la vendita di Cannabis Terapeutica, com’è andata a finire?

Abbiamo fatto ricorso e chissà quando ci faranno sapere qualcosa. Probabilmente non sanno neanche loro come procedere, perchè è stata una mossa assurda. Non siamo degli spacciatori e la nostra farmacia era indicata in alcuni siti solamente come rivenditrice di Cannabis Terapeutica, in quanto abbiamo un laboratorio galenico attrezzato e non a caso abbiamo i NAS qui ogni tre mesi che controllano costantemente i prodotti.

Quali sono le principali differenze tra la Cannabis prodotta da Bedrocan e la FM2?

Le infiorescenze prodotte dalla ditta Bedrocan sono: Bedrocan (titolata al 22% in THC), Bediol (titolata al 6,5% in THC e 9% in CBD), Bedrolite (titolata al 9% in CBD) e Bedica (unica varietà Indica titolata al 14% in THC).

L’infiorescenza FM2 è titolata al 6,5 – 8% in THC e 8 -11% in CBD.

In generale quali prediligono i medici e pazienti?

Dipende da paziente a paziente e da patologia a patologia. Per alcune patologie si trova più riscontro terapeutico con la varietà Indica (ovvero il Bedica), per altre, come per epilessia farmacoresistente, infiorescenze con un alto tenore di CBD.

Quindi è molto eterogenea la richiesta medica.

E a voi quale conviene per effettuare le lavorazioni?

Per noi non cambia nulla. Da un punto di vista pratico lavorare una tipologia di infiorescenza piuttosto di un’altra è uguale… l’importante è che ci sia la materia prima altrimenti le richieste dei pazienti e dei medici rimarranno senza risposta.

Grazie per la disponibilità al dott. Matteo Paolo Mantovani

Grazie a te

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Comments 3

  1. mia moglie ha sofferto di cancro al pancreas che è stato confermato essere il quarto stadio, il medico mi ha detto che c’era poco che potesse fare dato che non stava rispondendo al trattamento ma mio cognato è venuto in nostro soccorso ordinando questo olio di canapa da Rick La Fondazione Simpson, che ha detto, ha aiutato alcuni pazienti a combattere il cancro di vario tipo, quindi abbiamo deciso di dargli una possibilità, finora mia moglie sta migliorando perfettamente molto bene e attualmente può camminare per casa da sola. Ho sentito la necessità di lasciare che altri che soffrono di questa malattia acuta, una volta che hai un buon olio di canapa, può davvero dare una seconda possibilità di vivere. se ti capita di aver bisogno di questo olio di canapa puoi contattare la fondazione che ha fornito a mio cognato questa email: rsoil4cancer@outlook.com

  2. Il mio nome è Patricia Reese. Ecco una breve storia di come l’olio di Rick Simpson ha curato il mio cancro al seno. A 67 anni mi è stato diagnosticato un tumore al seno, il dottore mi ha detto che c’era poco che poteva fare dal momento che non rispondevo al trattamento. Ho perso ogni speranza fino a quando mio figlio mi ha presentato il trattamento dell’olio di Rick Simpson. Alcuni mesi dopo che questo olio di Rick Simpson ha guarito il mio cancro, contatta Rick Simpson via mail: Ricksimpsoncannabishemoil@gmail.com

    I migliori saluti,
    Patrica Reese

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