Aurora, nonna marijuana per caso

Aurora Leveroni, italiana di origine, vive a San Francisco dalla nascita. Nel 2014 è stata soprannominata dal suo pubblico Nonna Marijuana, quando un’amica di sua figlia la filmò mentre cucinava delle leccornie con l’aggiunta di Cannabis. Il video fu caricato su YouTube e divenne subito virale, tant’è che Aurora fu invitata a girare una puntata di “Bong Appetit”, programma tv americano i cui protagonisti sono degli chef che preparano cibo a base di Marijuana.

Questa nonna italiana diventò subito famosa in tutti gli USA, così mi è sembrato giusto raggiungerla per far conoscere i dettagli della sua vita anche nel suo paese natale… Cara Aurora, recentemente ti ho fatta conoscere al pubblico italiano come la nonna che tutti i nipoti vorrebbero avere…quanti anni e quanti nipoti hai? Ho 94 anni e ho due carissimi nipoti, figli di mia figlia, un maschio ed una femmina, due bisnipoti dai capelli rossi, entrambi maschi – i ca- pelli rossi li hanno ereditati da mio marito che era originario di Genova – ed infine ho due nipoti maschi e due nipoti femmine che sono i figli dei miei fratelli. Quando hai cominciato a cucinare con la Cannabis e per quale motivo? Cominciai a cucinare con la Cannabis cinque anni fa, specialmente per aiutare i pazienti che hanno subito chemio o radio terapia e che hanno dovuto avere a che fare con i loro effetti collaterali come la forte nausea, la mancanza di appetito e l’impossibilità di dormire profondamente, il tutto sotto la raccomandazione di mia figlia, Valerie che, dopo essere stata vittima di un incidente, fondò un’organizzazione che offre assistenza ai pazienti, ovviamente dopo aver ottenuto una ricetta dal proprio medico curante. Quali furono i benefici che Valerie ottenne dalla Cannabis? A differenza dei farmaci normalmente prescritti, la Marijuana è or- mai nota per curare totalmente alcuni tipi di carcinomi maligni e altri mali. Era il 1973, io e la mia famiglia stavamo attraversando il Nevada in macchina quando un pilota di un piccolo aereo privato trovò divertente volare a bassa quota proprio sopra la nostra testa: piombò sulla nostra macchina facendola uscire fuori strada e facendola rotolare per diversi metri.

L’impatto su fortissimo ed io e suo padre pensammo che nostra figlia si fosse rotta l’osso del collo a causa della forte pressione che subì. All’inizio i medici ci dissero che non ebbe subito alcun trauma, invece dopo qualche giorno, cominciò a soffrire di attacchi di Grand mal, che consiste in forti crisi di attacchi epilettici. I cinque diversi farmaci che prendeva per tenere sotto controllo l’epilessia non la aiutarono per niente. Valerie a quei tempi, 1974, frequentava un giovane uomo che lesse per caso su un giornale di medicina che la Cannabis avrebbe potuto aiutarla. Fu allora che decise di provarla, abbiamo supportato fin da subito la sua decisione e nel giro di tre settimane non ebbe più alcuna crisi! Lei col suo poi amico hanno deciso di fondare questa organizzazione chiamata WAMM (Valerie@WAMM.org) che è ancora oggi operativa e, come dicevo prima, si occupa di assistere e distribuire Marijuana medica ai pazienti che ne possono beneficiare.

In che modo è diventata popolare la sua storia? Un’amica di mia figlia, Suzy Wouk, mi filmò mentre cucina- vo cibo con la Marijuana e il video diventò virale su YouTube. Suppongo che il mio essere così anziana abbia qualcosa a che vedere col fatto che sia diventata tanto popolare (nonostante io non senta affatto l’età che ho!). Sono sempre stata di mentalità aperta quindi non ho avuto alcun problema a cucinare con l’erba. Negli anni ‘70 abbracciai il pensiero liberale ed alcuni amici, scherzando, dicevano che mi avrebbero incarcerata perché andava contro lo stato e le leggi federali. Io rispondevo sempre “se mi dovessero rinchiudere, che mi mettano in cucina!”. Tornando al discorso, penso di es- sere stata ripresa quattro volte e la BBS mi intervistò a settembre. Poi partecipai al program- ma “Bong Appetit”, una pietra miliare per il mondo cannabico. Hai mai fatto uso di Marijuana durante la tua gioventù? Non ho mai fumato nel corso del- la mia giovinezza ma ammetto che i miei figli mi chiesero di prova- re e, nonostante non fossi incline, insistettero finché non accettai. Allora feci giusto una tirata molto leggera e non mi fece alcun effetto.

Loro mi dissero “mamma, prendi un respiro profondo e trattieni tutta l’aria”. Lo feci e crollai su di una sedia piena di roba che era lì vicino poi mi sedetti sul sofà e dormii per ben 14 ore di fila. Se non riuscite a dormire, crede- te a questa arzilla nonna italiana, provatela e vi piacerà sicuramente. Onestamente, penso sia stata l’unica volta che abbia provato la Cannabis e poi non l’ho più provata di nuovo. Nella mia cucina ho delle persone che testano ed assaggiano i miei piatti per determinare se è tutto ben cotto e saporito, così non lo devo fare io. Qual è il piatto “corretto” che più ti piace cucinare? Il preferito in assoluto è il pollo alla cacciatora che è anche il mio piatto forte. Uso molto burro mischiato all’olio di oliva, cipolle, battuto di aglio e prezzemolo, un po’ di vino bianco, olive verdi e nere e a volte aggiungo anche delle foglie di basilico.

Innanzitutto preparo l’infuso di Marijuana e burro ma si può anche usare solamente olio di oliva oppure l’olio di cocco in altre ricette, come ad esempio quelle dolci. Per ottenere l’effetto medico lascio cuocere burro e Cannabis per circa un’ora con dell’acqua fino a quando questa non sarà evaporata del tutto la prima volta ho utilizzato una guida trovata in rete e da allora ho adottato questa tecnica ma non escludo ce ne possano essere altre. Tornando alla ricetta del pollo alla cacciatora, faccio dorare la carne nel mix di burro, olio e Cannabis e poi lo metto da parte in un piatto. A questo punto aggiungo le cipolle tagliate insieme al battuto di aglio e prezzemolo – il motivo per il quale aggiungo in un secondo momento le cipolle è perché diventerebbero amare se fatte dorare troppo insieme al pollo, quindi le aggiungo dopo che la carne avrà assunto un leggero colore dorato. Quando le cipolle saranno trasparenti insieme all’aglio, aggiungo anche il pollo e continuo a cuocerlo, irroro il tutto con mezza tazza di vino bianco e lascio evaporare. Solo a fine cottura decoro con le olive e lascio riposare il pollo con il coperchio per far combinare i sapori.

Personalmente adoro questo piatto e ogni volta che lo cucino quando ho ospiti, questi mi fanno sempre i complimenti… chi scommetterebbe che del pollo, carne in genere poco saporita, possa diventa- re così delizioso! Quale consiglio ti senti di dispensare a chi si appresta a cucinare con la Marijuana? Consiglio sempre di usare cautela. Nel senso che è meglio cominciare con piccole dosi di prodotto secco per poi aumentarle: la Cannabis se cucinata ha un effetto molto potente e duraturo ed è per questo che è apprezzata per il suo alto valore terapeutico. Come per ogni sostanza, l’effetto è molto soggettivo, quindi può variare nel tempo il dosaggio in base al peso all’abitudine dell’assuntore alla sostanza.

Per quanto riguarda il sapore, anche questo è soggettivo, c’è a chi piace molto l’a- roma che conferisce ai piatti e a chi meno. Io debbo dire che non è niente male, anzi! Valerie è l’unica della famiglia che apprezza le tue ricette? Anche tu mangi questo cibo? Di quanta medicina ha bisogno Valerie al giorno? Vorrei cucinare con la Marijuana per tutti coloro che lo desiderano, non solo per i malati, ma no, io non l’ho mai mangiata. Nel caso in cui un giorno dovessi averne bisogno, non esiterei a farlo. Valerie ora non la usa più, è completamente guarita grazie alla Marijuana. Anche lei è dell’idea di ritornare a farne uso nel caso in cui ne avesse bisogno di nuovo. Molti nonni ma anche genitori sono contrari all’uso di Cannabis da parte dei propri figli… tu hai supportato Valerie fin da subito, perché? E’ molto triste che in molti rifiutino i benefici di questa pianta solo per ignoranza. Suo padre ed io la abbia- mo supportata interamente in quanto siamo stati testimoni di come la Marijuana sia stata efficace durante le sue crisi. Ovviamente la raccomando a chi è malato e ne ha davvero bisogno ma non demonizzo chi ne fa altri usi: ormai è un business e comunque chiunque ne faccia uso non morirà di certo a causa della Marijuana magari saranno un po’ alticci, forse penseranno di poter volare ma passerà prima o poi e non sentiranno alcuno strano effetto dopo.

Aurora, hai un bellissimo nome che è tornato di moda in Italia, di dov’erano originari i tuoi genitori? Amo il mio nome e ti ringrazio. Sono proprio contenta che sia ritornato in auge in Italia. Mia madre è nata in nord Italia, a Dorio, vicino al lago di Como e mio padre è nato a Lucca. Entrambi sono arrivati in America che erano bambini piccoli, a San Francisco. Io sono nata a North Beach, 94 anni fa nella sezione italia- na di San Francisco, in una piccola casa a Telegraph Hill. Ho sposato il ragazzo della porta accanto: le nostre famiglie si conoscevano da tempo ma io non conobbi mio marito finchè noi non ci trasferimmo in uno degli appartamenti di proprietà della sua fa- miglia. Siamo stati sposati durante i tempi di guerra e l’ho perso dopo 45 anni, sono vedova da ormai 29 anni… Chi ti insegnò a cucinare? Hai mai visitato il tuo paese d’origine? Ho imparato a cucinare all’età di 10 anni, facendo gli gnocchi con mia mamma e altre ricette le ho apprese da mia nonna. Ero molto legata anche alla famiglia di mio marito, i miei suoceri sono entrambi nati a San Francisco ma la mamma di mio ma- rito era una gran cuoca, cucinava alla genovese e ne era orgogliosa, mi in- segnò molte ricette.

Sono stata in Italia due volte, sempre a Dorio, sul lago di Como, a visitare la mia famiglia. Sei molto brillante come lo possono essere davvero pochi alla tua età… quali sono i tuoi segreti per una vita sana e longeva? Grazie mia cara per questo complimento. La mia longevità è davvero difficile da spiegare. Posso dire di aver sempre goduto della vita e, nonostante sia stata molto sofferta e a volte poco tranquilla, ho sempre accettato gli avvenimenti esattamente come accadevano. Quando gli amici mi pongono questa domanda, io sorrido e, scherzando, rispondo: “Bene, il buon Dio a quanto pare non mi vuole, il diavolo non mi tollererebbe, così sto facendo la palla da rimbalzo sul pianeta terra”. Poi continuo dicendo che sto cercando di prendere accordi: “Se dovessi prendere l’ascensore che sale al paradiso, vorrei anche i fornelli con due forni così potrei cucinare tutto il cibo degli Angeli che vorrei, invece, se l’ascensore dovesse portarmi ai piani bassi, ci sarebbe sicuramente un fuoco sempre acceso, così potrei cucinare tutto il cibo per Diavoli che voglio”. Al di là di come la si pensi, una o l’altra scelta avrà un bel risvolto nel loro immaginario… non posso stare qui per sempre, lo sapete. Di nuovo grazie per esserti interessata alla mia vita, ti auguro il meglio e sii felice, sinceramente, Aurora.

 

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